Napoli è una delle città del Sud in cui le leggende e le tradizioni ancora si tramandano di generazione in generazione. Il capoluogo campano è una fucina di racconti che parlano di miracoli a sfondo religioso, come quello che stiamo per raccontarvi.

Avete mai visto, a Napoli, la statua della Madonna dell’Annunziata? Si trova in un angolo della Chiesa, all’interno di una teca di vetro. I lunghi capelli, per chi non lo sapesse, sono veri, offerti in dono dalle donne di Forcella.

La storia delle scarpe della Madonna è una favola, una leggenda, ma c’è chi preferisce considerarla un vero e proprio miracolo. La statua della Madonna è curata con amore dalle suore: per questo i suoi vestiti sono sempre freschi, limpidi, profumati e i suoi capelli sempre ben pettinati.

Le scarpe vengono cambiate spesso per un motivo semplice: la suola si consuma. Ecco che qui interviene la leggenda, che si fonde con la fantasia in un mix che affascina grandi e piccini. Per le persone del quartiere, quello delle scarpe consumate della Madonna è un miracolo, perché- secondo loro- la Vergine si reca a visitare i suoi figli, ovunque si trovino.

Le suore addette alla cura della statua non hanno alcun dubbio che quelle scarpe siano miracolate, ed infatti le tengono lì come fossero reliquie, anche se la Chiesa non le ha (ancora) riconosciute come tali.

Le scarpe vengono affidate e prestate a chi ha bisogno di una grazia: ad esempio ad una mamma che le chiede per metterle sotto il cuscino del figlio malato, oppure ad un marito che le chiede per sua moglie che sta morendo. E’ successo solo una volta, in tanti anni, che una persona non abbia restituito una scarpa della Madonna.

Ancora oggi e da sempre la Madonna dell’Annunziata veglia con amore sui suoi figli. Un medico di recente ha raccontato che durante il servizio di notte ha sentito una voce che lo chiamava e lo avvisava di avvicinarsi ad una culla con un bimbo. Quel bambino stava per soffocare, ed è stata proprio la Madonna a salvarlo avvisando in tempo il dottore affinchè intervenisse.

Non sarà forse un miracolo, ma non costa nulla crederci e sentirci figli di una stessa Madre.

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