Lady Diana, il fratello accusa giornalista Martin Bashir

Nella biografia della principessa di Galles c’è una data spartiacque: 20 novembre 1995. Quella sera Diana parlò per 60 minuti di fronte a oltre 23 milioni di telespettatori intervistata dal giornalista Martin Bashir per la trasmissione della Bbc Panorama.

Per la prima volta confessò i propri disturbi alimentari, chiamandoli «la mia malattia segreta». E li ricollegò alle sofferenze patite durante il suo matrimonio con Carlo, che bollò con una definizione rimasta nella storia: «È stata un’unione affollata. Eravamo in tre», consegnando all’opinione pubblica la certezza dell’amore tra l’erede al trono e Camilla, allora signora Parker Bowles. A distanza di 25 anni dal più grande scoop del XX secolo, come è stato poi definito, oggi il conte Charles Spencer, fratello minore della principessa, accusa Bashir di aver estorto con l’inganno quelle confidenze.

La bomba, lanciata dal Daily Mail, è stata subito ripresa dai principali organi di stampa britannici. Secondo la ricostruzione di Spencer, il giornalista della Bbc cominciò a farsi vivo con lui nell’agosto 1995. Era destinato ad aggiungersi alla pletora di cronisti che in quel periodo supplicavano invano Diana per ottenere un’intervista. Ma lui escogitò un inganno per catturare l’attenzione. «Disse che stava portando avanti un’inchiesta sull’etica del giornalismo britannico. E mostrò vari estratti conto, poi rivelatisi fasulli, per dimostrare che importanti editori di tabloid e persino i servizi segreti avevano a libro paga alcuni collaboratori e uomini di fiducia del nostro staff».

Comparvero i nomi di Alan Waller, ex capo della sicurezza degli Spencer, e quelli di due uomini chiave della macchina reale: Patrick Jephson, all’epoca segretario privato di Diana, e il comandante Richard Aylard, segretario privato e tesoriere di Carlo. Insomma, l’accusa mossa da Spencer a Bashir è circostanziata: il giornalista si è avvicinato all’entourage della principessa di Galles offrendosi come àncora di salvezza e riuscendo a guadagnarsi in poco tempo la fiducia per ottenere un’esclusiva mondiale. Non dimentichiamo che in quel periodo Diana era ossessionata dalla possibilità che qualcuno intercettasse le sue telefonate. Che la spiasse, insomma. «Mi convinsi così a organizzare l’incontro tra mia sorella e Bashir. Che avvenne a settembre in “territorio neutro”, un appartamento londinese di proprietà di un amico di famiglia».

Da lì gli eventi presero uno sviluppo veloce. Dopo l’incontro con Bashir, che Diana non aveva mai visto prima, bastarono, dice Spencer, pochi altri imput per convincere la principessa a registrare lo speciale di Panorama. Tra questi, un fax indirizzato a Charles in cui il giornalista sosteneva di avere in mano rivelazioni scottanti su un flirt tra Tiggy Legge-Bourke e un “soggetto particolare”. Tiggy, dopo la separazione dei principi di Galles, divenne la tata di William e Harry quando vivevano con Carlo. Diana provò una forte gelosia per il rapporto che la donna stava costruendo con i suoi figli. Bashir la convinse che era anche la nuova amante del suo ex marito.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso. La contraffazione delle ricevute, stampate da un grafico interno alla Bbc, è emersa già anni fa, e i vertici della televisione pubblica britannica hanno di recente ammesso il falso chiedendo scusa per l’accaduto, ma precisando che “a seguito di un’indagine interna e indipendente è stato dimostrato che quel materiale non ha avuto alcun ruolo nel convincere la principessa di Galles a rilasciare l’intervista”.

Ed è su questo punto che Charles Spencer si è adirato. «Senza quelle pezze mai avrei presentato Bashir a mia sorella. Pretendo le scuse non soltanto a me e alla mia famiglia, ma anche al pubblico. Voglio che venga formalmente riaperta una nuova indagine sulla questione e chiedo che i proventi realizzati dalla Bbc grazie alla vendita di quell’intervista siano devoluti alle iniziative benefiche che sono sorte, e ancora oggi proseguono, per volontà di Diana».

Di nuovo la Bbc ha chiarito che verrà ordinata un’ulteriore indagine e sarà risentito Bashir, che ancora lavora per la Tv britannica nel ruolo di esperto di religioni. Si pretende chiarezza: fu un piano che orchestrò da solo o sotto l’egida di qualcuno? Le connessioni tra servizi segreti e staff di Diana erano solo frutto di fantasia o c’era del vero? Domande che resteranno sospese, almeno fino a quando Bashir non si rimetterà in forma: il giornalista infatti è stato colpito da una grave forma di infezione da Covid. Tra gli effetti della pandemia c’è anche quello di rallentare il riemergere di dolorose verità.

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