The Voice of Italy, Antonella Clerici presenta il suo nuovo programma

Nella mia carriera ho condotto diversi programmi legati alla musica. Ho fatto cantare in TV i bambini, a Ti lascio una canzone e poi allo Zecchino d’Oro. Ho fatto cantare gli adolescenti a Sanremo Young. Ho condotto il Festival di Sanremo. E ora mi aspetta una nuova sfida: fare cantare gli ultrasessantenni, offrire loro quelle luci della ribalta che, in certi casi, sognavano da una vita».
Così Antonella Clerici, che già vediamo su Raiuno all’ora di pranzo con È sempre mezzogiorno, comincia a parlarmi della sua nuova avventura televisiva: The Voice Senior, che andrà in onda su Raiuno da venerdì 27 novembre, in prima serata.

«Si tratta di una versione “rinnovata” del celebre talent show musicale The Voice of Italy, andato in onda su Raidue, con diversi conduttori, per sei edizioni». continua la Clerici. «La principale differenza è che, nel mio programma, i concorrenti saranno tutte persone dai sessanta anni in su. Persone che magari vivono di musica da tutta la vita, esibendosi nelle balere o nei piano bar, ma che non hanno mai assaporato la gioia di esibirsi su un palcoscenico davvero importante.

Ma ci saranno anche persone che nella vita hanno fatto altro, o lo fanno tuttora, però hanno sempre  coltivato la passione per il canto. E mi creda: : alcuni di loro hanno 5 un talento così gran-I de che verrà naturale I chiedersi come è stato I possibile che non siano diventati cantanti famosi». Il meccanismo del programma cambierà?

«No, resterà praticamente uguale a quello della versione “tradizionale”. Ci saranno quattro giudici: Loredana Bertè, Gigi D’Alessio, dementino e Al Bano “in coppia” con sua figlia Jasmine, che proprio nei mesi scorsi ha pubblicato il suo primo singolo. Ogni giudice sarà a capo di una squadra di cantanti, che verranno scelti tramite le ormai celebri audizioni “al buio”: ogni giudice dovrà cioè scegliere i propri artisti semplicemente sentendoli cantare, senza però poterli vedere.

Una volta formate le squadre, i cantanti verranno via via eliminati, fino alla proclamazione del vincitore». Ci sarà in palio un contratto discografico, come accade nel “The Voice” tradizionale?
«No, non avrebbe senso. Qui i concorrenti non partecipano per diventare famosi, per inizia re una nuova carriera, una nuova vita, ma semplicemente pei vivere un sogno, per dimostrai r le proprie doti musicali davanti a un grande pubblico, per rat contare le loro storie».

Tra i giudici c’è Jasmine Carrisi, che, come ha ricorda to lei stessa, ha debuttato come cantante solo pochi mesi fa: non le sembra che abbia troppa poca esperienza per un ruolo così importante?
«Jasmine non partecipa al programma da sola, ma con il suo celebre papà, che è già stato giudice di The Voice ofltaly nel 2018 e ha pure vinto quella edizione. Ho voluto insieme padre e figlia perché mi piaceva l’idea di avere tra i giudici una coppia che provenisse da due generazioni molto diverse e lontane tra loro. Jasmine ha l’ambizione di seguire le orme del padre, però fa un genere musicale totalmente diverso. E questo miscuglio fra tradizione e innovazione, secondo me, offrirà dei punti di vista molto interessanti».

E gli altri giudici? Perché li ha scelti? «Anche Gigi D’Alessio è già stato giudice, e vincitore, di The Voice ofltaly, perciò conosce già il programma e può mettere a frutto la sua esperienza. E poi ha una competenza musicale fuori dal comune. Clementine rappresenta il mondo del rap, il genere musicale più amato e diffuso tra i giovani, è una esplosione di vitalità. Loredana è la regina del rock: una donna con una personalità forte, che non dice mai cose banali».

È difficile realizzare un programma come “The Voice Senior” in tempi di Coronavirus? «Moltissimo, anche se il nostro è un programma registrato e quindi, rispetto a uno in diretta, è più semplice organizzarsi e gestire eventuali imprevisti. Però, avendo nel cast anche persone “mature”, e quindi considerate più a rischio rispetto ai giovani. dobbiamo stare ancora più attenti: quindi facciamo controlli a tappeto e seguiamo regole rigidissime. E anche il pubblico in studio sarà ridotto: avremo solo una trentina di persone».

E lei, Antonella, come sta vivendo questa seconda ondata di Coronavirus? «Con enorme difficoltà e dispiacere. E lo dico soprattutto come madre: mia figlia Maelle ha undici anni, va in prima media, quindi per il momento sta continuando ad andare a scuola. Ma per molti ragazzi non è così e questo mi addolora: credo che la scuola andrebbe preservata e difesa in ogni modo, perché è una esperienza di vita fondamentale.

E se i ragazzi vanno a scuola, i genitori possono andare a lavorare con tranquillità. Perché il lavoro è un’altra questione importantissima: io sono una privilegiata, però ci sono tante persone che si trovano in situazioni critiche, per cui questa seconda ondata è persino peggiore della prima. Ed è soprattutto pensando a queste persone che io continuo a fare il mio lavoro con ancora più energia di prima: sperando di potere regalare a tutte loro con i miei programmi qualche momento di svago, nonostante tutto».

A proposito dei suoi programmi: è soddisfatta dei risultati di “È sempre mezzogiorno”? «Sono felicissima. Anche perché in un periodo come questo, in cui cambia tutto ogni giorno e la gente è alla continua ricerca di nuove informazioni, presentare un programma di puro intrattenimento è doppiamente difficile. Però, come le ho detto, per me continuare a farlo è fondamentale, è quasi una missione. Perché in fondo il compito di chi fa il mio mestiere è proprio questo: stare vicino al suo pubblico e provare a “consolarlo” un po’, quando serve. Io provo già a farlo con È sempre mezzogiorno, e non vedo l’ora di cominciare a farlo anche con The Voice Senior».

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